
Polpette al finocchietto selvatico di Mamma
DOSI PER 6 PERSONE
• 700g carne macinata (mista, se vuoi il sapore pieno)
• 2 uova (quelle vere, col tuorlo giallo che profuma di gallina felice)
• Pangrattato q.b. (quanto ne serve per non appiccicarti l’anima)
• 2 patate medie (non giganti, non mignon – equilibrate, come la nonna)
• 3 carote (dolci, fresche, niente bastoncini già pronti)
• 1 mazzo di finocchietti selvatici (colti sotto il sole tiepido. Se li compri, non dirlo in giro)
• 2 spicchi d’aglio (tritato fino a farsi perdonare)
• Sale q.b. (senza paura, ma con giudizio)
• 1 bicchiere di vino bianco (di quello che berresti, non da cucina triste)
• Olio d’oliva per la padella (non lesinare, le polpette devono nuotare felici)
Procedimento
1. Fai bollire finocchietti, patate e carote con 4 dita d’acqua salata. Quando sono morbide, scolale e tieni da parte quell’acqua preziosa (il brodino magico).
2. Frulla le verdure fino a farne una crema. Non dev’essere liscia come una vellutata, ma nemmeno un campo arato.
3. In una ciotola unisci la carne, l’aglio tritato finissimo, le uova, il pangrattato, il sale e la crema di verdure. Mescola con le mani, perché le mani capiscono cose che il cucchiaio non sa.
4. Correggi la consistenza con altro pangrattato, fino a quando l’impasto ti sorride. Poi forma le polpette come se stessi facendo promesse.
5. In padella con olio e aglio, falle rosolare bene. Devono avere la crosticina sottile, ma presente: tipo “sono buona, ma mi so difendere”.
6. Sfuma col vino bianco, fiamma viva, senza coperchio. Inalare il profumo è parte della ricetta.
7. Aggiungi il brodo di verdure fino a metà delle polpette. Copri e cuoci finché non si forma una cremina leggera e affettuosa.
💬 Nota di nonna:
“Le polpette non si contano, si rubano dal piatto quando nessuno guarda.”
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